Se leggi una sola pagina di questo sito, leggi questa. Non è retorica: il mio conto pubblico ha attraversato un drawdown del 72%, e quel numero — non il +458% che gli sta accanto — è la ragione per cui oggi ogni mio sistema ha vincoli di rischio scritti nel codice. La gestione del rischio non è il capitolo noioso dopo le strategie: è il motivo per cui, tra tre anni, starai ancora tradando oppure no.
La matematica asimmetrica delle perdite
Le perdite e i recuperi non sono simmetrici:
| Perdita | Guadagno necessario per tornare pari |
|---|---|
| −10% | +11% |
| −25% | +33% |
| −50% | +100% |
| −72% | +257% |
| −90% | +900% |
Oltre una certa soglia, il recupero è matematicamente possibile ma statisticamente irrealistico — e psicologicamente devastante. Da qui la prima legge: il drawdown si dimensiona prima, non si commenta dopo.
Quanto rischiare per trade
Lo standard professionale è 0,25%–1% del capitale per trade. Il perché è aritmetico, non prudenziale: le serie di perdite consecutive sono un evento normale di qualsiasi sistema (un sistema col 50% di win rate ha oltre il 99% di probabilità di incontrare 7 perdite di fila entro 1.000 trade). All'1% per trade, 7 perdite di fila = −6,8% di conto: fastidioso, gestibile. Al 5% = −30%: sei a un passo dal punto di non ritorno, e ci sei arrivato con una sequenza perfettamente ordinaria.
La formula del position sizing
Size = (Capitale × Rischio%) / (Distanza stop × Valore del punto)
Esempio — conto 10.000 €, rischio 1% (= 100 €):
stop a 50 pip su EURUSD, 1 pip di un mini lotto = 1 €
Size = 100 / (50 × 1) = 2 mini lotti (0,20)
Tre corollari fondamentali:
- Prima lo stop, poi la size. Lo stop va dove l'ipotesi del trade è invalidata (livello tecnico, multiplo di ATR) — mai a una distanza scelta per "far stare" la size che desideri. La size è la variabile dipendente, sempre.
- Stop in unità di volatilità. Uno stop a k×ATR si adatta al mercato; uno stop a punti fissi diventa sbagliato appena la volatilità cambia. È la stessa lezione che ha rotto un mio sistema quando l'oro è triplicato.
- Il calcolo va automatizzato. Farlo a mano sotto pressione produce errori — e il conto prop bruciato dal lotto arrotondato male è un classico. È esattamente il problema per cui ho costruito FastAutolot.
Kelly e perché si usa frazionato
Il criterio di Kelly calcola la frazione di capitale che massimizza la crescita geometrica dato il tuo edge. Il problema: presuppone di conoscere esattamente win rate e payoff — e tu conosci solo le loro stime storiche. Kelly pieno su parametri stimati porta a oscillazioni brutali; lo standard quantitativo è Kelly frazionario (¼–½ di Kelly), che sacrifica crescita teorica per robustezza reale. Se il tuo Kelly calcolato viene sopra il 2–3% a trade, non hai un edge mostruoso: quasi sempre hai una stima ottimistica.
I tre livelli di difesa
- Stop loss per trade: il rischio unitario, definito sopra.
- Limite di perdita giornaliero: quando la giornata tocca −2/−3%, si chiude tutto e si smette. Rende matematicamente impossibile il revenge trading — che è un problema di architettura, non di carattere.
- Limite di drawdown massimo con "latch": se il conto tocca −X% dal picco, il sistema si ferma e resta fermo finché una revisione a mente fredda non decide. Nei miei EA è un modulo di codice con priorità su tutto: controlla l'equity (non il balance), chiude tutte le posizioni e non si riarma da solo.
Il rischio che non vedi: la coda
Il profilo più pericoloso non è chi perde spesso: è chi vince quasi sempre poco e perde raramente tantissimo — griglie, martingale, medie al ribasso. Win rate 80–90%, equity in salita regolare, e una coda nascosta che prima o poi consegna il conto. Ho un intero conto demo pubblico che lo dimostra: +641% e matematicamente condannato. Se il tuo metodo prevede di "mediare" le posizioni in perdita, non hai un metodo di gestione del rischio: hai un generatore di code.
Il livello successivo — sizing ancorato all'headroom, vincoli prop, circuit breaker nel codice — è nel playbook prop firm e nel libro.